Barga Jazz 2010
dal 20 al 28 Agosto

BargaJazz Festival 2010 il programma
Dal 20 al 28 Agosto a Barga concerti, seminari e masterclass. Steve Swallow sarà l'ospite d'onore.
Apertura
il 20 Agosto con Maurizio Geri Swing Quintet (un omaggio a Django Reinhardt nel centenario della nascita) Maurizio Geri – chitarra/voce, Leonardo Boni – chitarra, Luca Giovacchini – chitarra, Michele Marini – clarinetto, Nicola Vernuccio – contrabbasso
il 21 Agosto al Teatro dei Differenti Antonio Forcione Quartet (serata in collaborazione con l’associazione AMATAFRICA, l’incasso sarà devoluto a progetti di sviluppo e cooperazione)
Antonio Forcione - chitarre e oudan; Jenni Adejayn - violoncello; Nathan Thomson - contrabbasso; Adriano Adewale – percussioni.
Il
22 Agosto appuntamento con BARGA IN JAZZ. Dalle ore 17:00 musica per le strade e piazzette del centro storico con la P. Funking Band e oltre 10 band di jazz. Animazione musicale per bambini in piazza del teatro.
Dalle 18:00 presso il Duomo di S. Cristoforo
Vittorio Alinari solo – clarinetto basso, clarinetto contrabbasso, sax soprano, sax tenore, djeredoo.
In serata concerto con Raindogs & Beppe Scardino
Beppe Scardino – sax baritono, Mirco Rubegni – tromba, Gabrio Baldacci – chitarra, Mirco Capecchi – contrabbasso, Simone Padovani – percussioni, Daniele Paoletti – batteria.
il
23 e 24 agosto si svolgerà la fase finale del BargaJazz contest: concorso per gruppi da 3 a 7 elementi con i quattro gruppi finalisti: Controtempo Jazz Group, 3iO,
Dario Carnovale Trio, Marco Marconi Trio
il
25 agosto al Teatro dei Differenti Andrea Fascetti presenta il suo omaggio a Steve Swallow.
Andrea Fascetti - basso elettrico, Andrea Garibaldi – pianoforte, Riccardo Fioravanti - contrabbasso , Massimo Manzi – Batteria
il 26 agosto sarà la prima serata del concorso internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz - sezione A con Steve Swallow & Barga Jazz Orchestra diretta come sempre da Bruno Tommaso. Ecco i componeti della BargaJazz Orchestra 2010: Dimitri Grechi Espinoza (sax alto), Achille Succi (sax alto/clarinetto), Vittorio Alinari (sax tenore/soprano), Alessandro Rizzardi (sax tenore), Rossano Emili (sax baritono) Andrea Tofanelli, Andrea Guzzoletti, Stefano Benedetti, Marco Bartalini (trombe)
Nicolao Valiensi, Marcello Angeli, Davide Guidi, Sergio Bertellotti (tromboni), Alessandro Fabbri (batteria), Milko Ambrogini (contrabbasso), Stefano Onorati (pianoforte), Roberto Cecchetto (chitarra), Luca Gusella (vibrafono)
il
27 Agosto 2° serata del concorso con le sezioni B,C
sempre con la BargaJazz Orchestra. Ospite della serata
Pietro Tonolo – saxes
Serata finale il 28 Agosto, con Steve Swallow e la BargaJazz Orchestra, che vedrà la premiazione dei brani vincitori del XXIII concorso internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz
Le tre serate del concorso (26/27/28) saranno presentate dalla cantante Michela Lombardi.
Confermato il Masterclass di
Bruno Tommaso su Arrangiamento e Composizione per orchestra Jazz che quest'anno si terrà dal
17 al 21 Agosto, mentre Steve Swallow terrà un seminario di due giorni il
27 e 28 Agosto.
L'articolo su La Stampa 27/05/2010
Garfagnana la terra dei poeti
Ha dato i natali a Pascoli, la cantò Pea, vi governò Ariosto
GIANNI RANIERI
Ci sono due modi per presentarsi alla Garfagnana. Arrivare da Lucca, ed è un modo da turismo morbido, o entrarci dalle Alpi Apuane che è la scelta meno comoda, ma molto amata dai giapponesi. L’edizione inglese dello Yomiuri Shimbun, The Daily Yomiuri, giornalone da tiratura oceanica, scrisse nel 1999 che il tratto di Apuane che porta al monte Pelato e al Passo del Vestito è una gioia per chiunque possegga un obiettivo, inteso non come termine filosofico ma come sistema ottico. E allora partenza da Massa e motore in direzione Antona-Monte Pelato-Passo del Vestito. Bisogna riconoscere che un monte che si chiama Pelato e un passo che si chiama Vestito fanno una gran bella coppia. Ma vestito di che cosa? Giacomo Puccini, che pur non essendo un fotografo giapponese conosceva la zona, avrebbe definito il Passo del Vestito un «Fiorito asil» come la casa di Butterfly. Splendidi fiori e perfino orchidee l’arricchiscono. D’inverno, l’abbigliamento è di fulmini e saette. La galleria del Pelato, che sta sotto al Vestito, è un amore. Sembra fatta per i sette nani. Senza Biancaneve, perché tutti insieme non ce la farebbero a passare. Un tubo, un budello dal quale si esce a riveder la luce che è la luce della Garfagnana. Verde-malinconia se piove, verde-felicità quando il sole illumina «la Scozia della Toscana», definizione di Enrico Pea, bravo e dimenticato scrittore di Seravezza.
Si innamorò di questa terra al doppio verde, il poeta degli stati d’animo e delle meditazioni, Giovanni Pascoli. La vide, vi si incamminò, la conobbe lungo le rive del Serchio, scoprì il viso d’una valle allegra e severa, sgargiante e cupa: inimitabile. «Ma un poco ancora lascia che guardi/ l’albero, il ragno, l’ape, lo stelo, cose che hanno molti secoli o un anno/ o un’ora, e quelle nubi che vanno». Altro che un poco ancora. Ci rimase sino al giorno in cui partì per ricongiungersi all’amatissima madre che l’aveva lasciato bambino, quando lo chiamava Zvanì. «Qui - disse Pascoli quardandosi intorno, - c’è bello e c’è buono ed è qui che voglio restare». Immaginiamo che il Bello avesse l’aspetto dei «monti boscosi, dei grigi castelli, dei cirri dal limpido azzurro, degli uccelli che sopra le tegole rosse cantavano come non sanno cantare che i sogni nel cuore, che cantano forte e non fanno rumore». In quanto al Buono, non c’è dubbio: il poeta, un intenditore, pensava all’impareggiabile prosciutto bazzone, il prosciutto contadino rifilato con una sorta di bazza, mento, e ricavato da maiali appartenenti alla categoria dei pesi massimi, con cosce da far invidia alla donna cannone del vecchio Circo Medrano. Rosso intenso, sapore garbato ma deciso. Il bazzone, gustato tra due fette di pane sciapo, non è una squisitezza isolata. Lo seguono a ruota il sanguinaccio Biroldo, la mortadella Mondiola, la salsiccia, la coppa, le zuppe e le torte di farro, i necci e la pattona (polenta) di farina di castagne, i formaggi struggi-palato di pecora e quelli freschi di vacca. E che funghi porcini, che trote dai tanti veloci ruscelli.
Per affrontare visioni mirabili come quelle offerte, al nord della Garfagnana, dal Parco dell’Orecchiella, entusiasmante esposizione di flora appenninica abitata da cervi, mufloni, caprioli, cinghiali e lupi e osservata, molto dall’alto, dall’aquila reale che ogni tanto arriva in gita dalle vette del Monte Prato, e per prepararsi alle riflessioni davanti a chiesette da misteri antichi, paesini di pietra e ardesia, manieri scolpiti nella roccia, castagni secolari, laghetti incassati nelle forre e la fortezza di Mont’Alfonso, roccaforte del ducato di Ferrara a guardia del confine con i lucchesi, e Barga così innamorata delle sue vie medievali, dell’ombra quieta dei suoi alberi e della sua cattedrale aerea, superpanoramica, e il Ponte del Diavolo, un vero shock visivo, a Borgo a Mozzano, scendendo verso Lucca: e il diavolo tutti i giorni è lì che osserva i turisti e si lecca i baffi, quando si deve andare incontro a tutti questi doni della Garfagnana, un mangiare e un bere alla tavola dell’Antica Norcineria di Ghivizzano o del Vecchio Mulino a Castelnuovo sono l’ideale.
A Castelvecchio che tanto si vanta per aver dato casa a Pascoli, risponde Calstelnuovo che ha avuto dal 1522 al 1525 un governatore che si chiamava Ludovico Ariosto e che quando arrivò teneva sotto il braccio l’Orlando Furioso fresco di stampa. Ma furioso era anche Ludovico per quella trasferta inflittagli dal duca Alfonso d’Este. In un primo momento tutto era sembrato un idillio. Ah, diceva il poeta, finalmente mi riposo, finalmente sto un po’in santa pace. Capitò in mezzo a un’accolita di potenti canaglie, specialisti in soperchierie e legnate, che umiliavano i poveri contadini e derubavano i modesti artigiani. Ludovico non ebbe neppure il tempo e la voglia per una breve vacanza al Ciocco, anche perché, nel 1500, l’Hotel&Resort con parco di duemila ettari non esisteva ancora.
